Accolto a Zero al grido di: «Ave Cesar, muraturi te salutant!», il nostro architetto ha professione dipinta sul corpo: linee, curve, volti e colori costituiscono la mappa vivente delle sue capacità creative. Non c’è bancone, ufficio, padiglione di fiera che non riesca a rendere unico, bello e funzionale. Tradisce la sua grande esperienza in cantiere mantenendosi giovane a bordo della sua bike, con la quale gira l’Europa in cerca di gare per uomini “che non devono chiedere mai”.